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Venerdì 3 Maggio 2019

Trascriviamo un estratto dal pieghevole che Claudia Sala ha scritto  per presentare la mostra di Gilberto Galbiati.
      .... Dalla pittura che, negli anni, ha assunto una propria cifra stilistica ben riconoscibile, fatta di colori accesi, linee marcate che disegnano e imprimono con forza sulla tela paesaggi e ambienti; alla fotografia che si carica di suggestioni e colori grazie agli interventi pittorici in camera oscura si passa all'esperienza della grafica.
Un'esperienza che parte da lontano ma che, nell'ultimo periodo, si é arricchita di nuova linfa proprio grazie all'uso degli elementi naturali (foglie, fiori, fronde) che, sotto il torchio, rilasciano umori e colori che si imprimono sulla carta a formare immagini a volte inattese e cariche di suggestioni oniriche e fantastiche, in un intreccio di linee che scrivono insieme la natura e l'arte.
E poi la scultura. Una scultura in cui Galbiati fa emergere ciò che la natura ha creato e soprattutto ciò che ha lasciato come relitto, testimonianza del passare del tempo.
Tronchi contorti, rosi e modellati dalle intemperie vengono "liberati" e dotati di una voce nuova, potente che parla di antiche stagioni, sempre presenti, che evoca ricordi e immagini di una potenza creatrice, quella della natura con cui l'arte è da sempre in gara. ....

Fotografie di Agostino Galimberti e Marco Crippa