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Venerdì 22 Febbraio 2019

     “Un sorriso per riflettere”, così potremmo riassumere questa indagine veramente approfondita sull’oscuro oggetto del desiderio, ovvero sulla rappresentazione del sesso nell’arte.
Una piacevole serata condotta da Elisabetta Mino con cura e competenza ma anche con un distaccato sorriso.   Grazie al commento che ha accompagnato le immagini, ci siamo trovati a riflettere su come il sesso sia stato vissuto  e rappresentato nel tempo con un ampio ventaglio di valutazioni diverse e spesso contraddittorie.
La gioiosa rappresentazione protostorica dei sumeri e degli egizi, è tutta tesa a enfatizzare l’aspetto della fertilità e quindi dei caratteri connaturati con la fecondità femminile.
Nelle epoche successive prende il sopravvento la rappresentazione dei genitali maschili ad emblema augurale della buona sorte e dell’abbondanza.
Anche in questo campo riscontriamo i corsi e i ricorsi storici, come ha ben evidenziato Elisabetta, ci sono epoche in cui il sesso viene mostrato e diffuso senza particolari inibizioni ed altre in cui esso si raffigura con imbarazzo o addirittura diventa un tabù da rappresentare come anticamera di ripercussioni infernali.
Ci sono poi momenti storici in cui il sesso viene ostentato come oggi che, con la scusa della provocazione artistica, trova sfacciatamente posto nei grandi musei del mondo.
Grande cura anche nella ricerca nelle culture estranee alla nostra tradizione (Africa, Cina,  Giappone ecc.), insomma una piacevole serata in cui Elisabetta ha accresciuto la nostra sensibilità su un argomento spesso trattato con molta superficialità.

Gdip