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Venerdì 5 Aprile 2019

Claudia Sala ha tratteggiato il “personaggio“ Leonardo nel contesto del periodo storico del rinascimento, ridimensionando un po’ la leggenda di questo genio multiforme.
Se l’essere  - fine pittore, esperto botanico, straordinario disegnatore anatomico, ingegnere, architetto e così via - sono aspetti inarrivabili della sua arte, è di contro comprovato che Leonardo fu attratto da talmente tanti interessi da non riuscire poi a concludere o portare a termine molte delle sue opere.
Nella serata abbiamo conosciuto la sua prosa che egli sceglie di mantenere con un basso profilo, per non confondersi con chi all'epoca vantava un linguaggio aulico ma privo di aderenza alla realtà ed alla esperienza. Ed è proprio basandosi sull’esperienza che scrive nei suoi manoscritti, dove spiega e illustra le sue intuizioni partendo dall’osservazione della natura, potremmo dire (e anche qui è un precursore), che usa un linguaggio fatto di immagini.
Claudia ci legge poi alcuni brani della sua prosa.  Quelli in cui Leonardo nel “Trattato della pittura” si prende una rivincita sul suo principale concorrente e nemico Michelangelo, stabilendo il primato della pittura nei confronti della scultura. E quelli tratti dalle “favole” dove sono raccolti episodi sempre legati alla natura che riprendono la tradizione delle storie dell’antica Grecia attribuite ad Esopo.
Egli stesso in conclusione, ci dice Claudia Sala leggendo alcuni aneddoti, scrisse di essere come l’ape che vola da un fiore all’altro per ottenere miglior polline. In sostanza, ciò che egli valutava positivamente è considerato oggi da molti esperti un suo limite, senza nulla togliere alla sua grandezza.
GDip

Fotografie – Fabio Zappa