IN ERITREA CON GUALTIERO FERGNANI

Pubblicato il 17 Febbraio 2019

Quello che ci ha proposto Gualtiero in questa serata così partecipata, è stato un viaggio nel tempo e nella cultura dell’Eritrea.
Asmara esibisce le testimonianze della cultura italiana presente con oltre quattromila edifici di pregio, è una città che ha conservato con un malinconico affetto tutto ciò che di buone e di bello gli italiani hanno lasciato in Eritrea.
Fergnani ha introdotto l’argomento con brevi cenni storici. Fin dalla fine dell’800 l’Eritrea fu per l’Italia un “possedimento oltremare”.   Prima dell’avvento del fascismo la presenza italiana si basò su un rispetto multiculturale che temperò gli effetti dello sfruttamento insito nel colonialismo dell’epoca.   Anche se le risorse dell’Eritrea non davano grandi opportunità,  il porto di Massaua  e la sua posizione strategica nel mar Rosso, dopo l’apertura del canale di Suez, offrirono interessanti sviluppi commerciali.
Dopo la disfatta italiana in tutta l’Africa orientale del 1941, l’Eritrea rimase sotto occupazione militare alleata fino al 1947, divenne poi un protettorato britannico e nel 1952  l’ONU  la dichiarò federata con l’impero etiope, seguirono anni di guerra civile e guerriglia; ottenne l’indipendenza nel 1991.
Malgrado siano passati circa ottant’anni,  i segni della presenza italiana sono ancora vivi e Asmara ne enfatizza il ricordo; le bellissime immagini e gli audiovisivi commentati da Gualtiero, ci hanno aiutato a capire l’Eritrea di ieri e di oggi anche attraverso alcuni aneddoti e ricordi.
– L’uomo anziano che cammina sull’asfalto  a fianco di un gran marciapiede è l’eco di  discriminazioni e abitudini difficili da estinguere (i marciapiedi erano riservati agli italiani, gli eritrei dovevano camminare sul bordo strada).
– I bar e i circoli di oggi conservano bottiglie ancora sigillate di liquori e aperitivi quasi come reliquie del passato.
– L’arredamento dei locali pubblici e dei cinema è spesso quello retrò degli uffici e degli antichi ritrovi italiani; su molti palazzi campeggiano ancora ben tenute scritte e cartelli nella nostra lingua.
– Sono rimasti solo una ventina di chilometri  della ferrovia che dai  2500 metri di altitudine di Asmara portava al livello del mare con incredibili pendenze; tutto il resto è stato depredato e smantellato nel dopoguerra, nel periodo di egemonia dell’Etiopia .
Le immagini di quei pochi chilometri e dell’antico treno a vapore che arranca  tra panorami mozzafiato inseguito da bambini festanti, sono indimenticabili come del resto un po’ tutta la serata che non è possibile riassumere con queste poche righe.
Grazie Gualtiero per averci accompagnato in questo fantastico viaggio!

Gdip

Fotografie di Marco Crippa