ANTONELLO DA MESSINA

Pubblicato il 2 Febbraio 2019

Né la neve né il gelo hanno fermato una schiera di appassionati che hanno seguito Anna Torterolo nella serata dedicata ad Antonello da Messina.
Per meglio inquadrare il personaggio, siamo stati condotti nelle Fiandre del 1400,  potenza economica e culturale dell’epoca.  Abbiamo appreso l’approccio religioso e filosofico da cui è scaturita l’arte fiamminga così tesa a dare la stessa importanza tanto alla figura umana, quanto ad ogni minimo fiorellino dipinto. Descrizione maniacale dei dettagli con una eccellente tecnica pittorica, facilitata dall’uso dei colori ad olio anziché delle tempere. Dunque Antonello da Messina,  in un’epoca in cui la pittura fiamminga era diffusa e prestigiosa in tutta Europa, riesce a coniugare l’uso della prospettiva e dei volumi, e soprattutto infonde un’anima ai suoi ritratti, senza rinunciare all’amore per i dettagli.
Un personaggio di cui si sa molto poco, avvolto nelle tenebre come molti dei personaggi da lui ritratti. Quest’aura di mistero ha reso sempre più affascinante Antonello per gli appassionati d’arte,  soprattutto per noi, che viviamo oggi in un mondo in cui si sa tutto di tutti, istantaneamente nel bene e nel male.

GDip