ULTIMI GIORNI – GILBERTO GALBIATI IN VILLA CAMPERIO

Pubblicato il 7 Aprile 2017

Ultimi giorni per visitare la bellissima mostra di Gilberto Galbiati che ha trasformato i ricordi di vecchie fotografie in poesie di colori.
Sabato 8 aprile dalle 15 alle 19  e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.
Nelle fotografie sopra, l’inaugurazione di sabato scorso.  Di seguito il testo della presentazione della mostra a cura di Claudia Sala

Capita, a volte, di interrogarsi sul colore dei sogni, sul colore da dare ai ricordi.       Divenuti ormai distanti nella memoria, momenti, eventi, luoghi e persone tendono a sbiadire e ad assumere una patina dal sapore antico, distribuita come una impalpabile cipria dal passaggio dell’ala del tempo.
È quasi scontato pensare al passato e ai ricordi come ad immagini fissate nell’elegante e nostalgico bianco e nero delle fotografie d’antan, con i loro tempi di posa ormai sconosciuti in quest’epoca di spasmodici, nevrotici e infiniti scatti digitali.Decidere di presentare una rassegna di immagini nate negli anni da una osservazione paziente, da un’attenzione affettuosa a luoghi e momenti di vita, da una autentica capacità di mettere sulla stessa linea mente occhi e cuore potrebbe apparire anacronistico oggi che viviamo all’insegna della rapidità e della serialità.
È invece un richiamo, garbato ma forte, alla necessità di prendersi del tempo; di sapersi fermare e soffermare di fronte a un volto, a un paesaggio, a uno scorcio di città che non c’è più, di fronte a tradizioni e momenti perduti per sempre.
Questo richiamo a un passato fatto di lentezza e di una capacità di assaporare e cogliere autenticamente il gusto delle cose, della vita e della natura nel loro farsi e nel loro trascorrere è presente nelle immagini di Gilberto Galbiati che, fissandoli prima con il suo obiettivo, dà poi colore ai ricordi e colore al passato.
Un colore che trasfigura l’immagine originaria in un’immagine originale; la fa uscire dalla mera funzione di documentazione oggettiva e riproducibile per farla entrare in una dimensione unica di opera d’arte a tutti gli effetti fotografica e pittorica.
È in camera oscura che avvengono le magie della nascita dell’immagine con il suo venire alla luce in modo lento ma deciso, come se fosse il prodotto di misteriose formule alchemiche, ed è ancora in questo luogo (che dal buio conduce alla luce) che avviene l’intervento pittorico che fa della fotografia un unicum e crea una autentica osmosi tra arti tanto che, a volte, la fotografia si scioglie nel colore.
Un omaggio al passato a una vita più lenta e meditata privo però di sentimentalismi o rimpianti perché questo passato si colora di presente per proiettarsi e diventare anche futuro grazie al linguaggio universale dell’arte.
marzo 2017 – Claudia Sala

Fotografie di Marco Crippa