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Catalogo “I CURTIL”
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CATALOGO “I CURTIL” Presentazioni L’architetto Cino Zucchi, nel suo “L’architettura dei cortili milanesi“, scrive: “viviamo in un momento dove la città storica è sempre più usata da una popolazione molto ampia come un centro di servizi o come una sorta di grande luna park per lo shopping e il tempo libero. Tuttavia, si può cogliere nelle persone anche un grande bisogno di identificazione nei luoghi, di radicamento. La città storica sembra ancora l’unica in grado di generare figure, di rappresentare questa identità collettiva.” Obiettivo caro alla passata e alla nuova Amministrazione è proprio quello di aver cura di questa identità collettiva, di ricercare la “città storica”, cioè la storicità delle proprie radici, di contribuire anzi a testimoniare le radici più autentiche, radici che possano costituire forza di aggregazione intorno a valori condivisi, in modo da evitare “il pericolo oggi incombente sui centri storici non solo nel nostro paese, ma anche in Europa: che vengano scambiati per quinte di teatro dinanzi ai quali non si svolga più alcuna vicenda umana.” Là dove la essenziale vicenda umana è ciò che si denomina attualmente col termine cultura: cultura come bello, cultura come pensiero, come linguaggio, come spazio di condivisione di sentimenti, di emozioni, di esperienze. La corte è sempre stata, nella nostra tradizione, nella nostra storicità, risposta a queste esigenze, spazio idoneo a ricreare identità forti, a rispondere ad esigenze pratiche, abitative, ma anche sociali. La corte è stata il cuore della città lombarda, ci ricorda Alberto Savinio che aggiunge: ”Pensiamo alla conformazione delle case milanesi, con la loro facciata invistosa rivolta alla strada, la loro facciata vistosa, la loro ‘vera’ facciata rivolta a guardare il giardino interno. Estremo perfezionamento del ‘megaron’. Questo è molto ‘greco”. La corte era il mondo, un unico complesso edilizio che teneva legato un gruppo di famiglie, una accanto all’altra, animali compresi, in una perfetta simbiosi funzionale. Lo Zucchi ricorda che “ il modello del cortile si ritrova, seppur con diversi gradi di magnificenza e decoro, nell’edilizia nobiliare come in quella popolare “Ciò perché modello estremamente funzionale e, vorremmo aggiungere, bello. Di questa bellezza e della permanenza in Villasanta della città storica sono documento i lavori raccolti in questo catalogo. Lavori di mediazione, dunque empatici e perciò ancor più significativi dell’essenzialità del rapporto tra l’oggi (l’arte di oggi) e l’ieri (l’arte di ieri). Perciò plaudiamo a questa iniziativa del nostro Circolo Amici dell’Arte, sempre molto sensibile nel cogliere l’autentico senso di un’arte comunitaria. Prof.ssa Rosanna Lissoni Guardando un album di fotografie, con vecchie immagini di corse ciclistiche che attraversarono, in altri tempi, le vie del nostro paese, ho potuto osservare angoli e luoghi ormai scomparsi che mi hanno permesso di rivivere, seppur nel ricordo e nella fantasia, momenti della mia infanzia. Le rappresentazioni pittoriche sono state fatte con tecniche diverse in funzione della vena artistica degli autori che hanno avuto la piena libertà d’azione con l’unico vincolo delle dimensioni del supporto, fissate in 50 x 70. Gran parte degli artisti associati al nostro sodalizio (oltre 40), provenienti da più parti della Brianza, hanno aderito all’iniziativa e rappresentano con il loro grado di preparazione, dal principiante al professionista, il livello artistico raggiunto dal nostro Circolo. La gran parte di loro non sono villasantesi, e ciò ci rende ancor più orgogliosi del lavoro in questi anni intrapreso e fiduciosi per l’impegno futuro. L’iniziativa ha indotto i pittori alla ricerca, sul nostro territorio, dei luoghi più suggestivi ed all’attività “en plain air” a volte superata da uno scatto e dal lavoro in studio. Tutti i lavori, senza alcuna selezione, saranno esposti in mostra presso la sede del Circolo e, nel giorno della festa del paese, lungo la via principale e sono pubblicati in questo catalogo come premio dell’impegno profuso e come testimonianza del presente: i nostri figli, un giorno, sfogliandolo potranno fantasticare e ritornare nei luoghi vissuti durante la loro giovinezza. Giovanni Mondonico È un autentico ritratto a Villasanta quello che i pittori del Circolo Amici dell’Arte ci offrono con le loro opere. I cortili di Villasanta sono i protagonisti di queste opere pittoriche che ne colgono gli elementi essenziali, a volte ne trasfigurano la realtà quotidiana attraverso una interpretazione poetica, pur nella sua semplicità, che fa diventare “altri” per il nostro sguardo luoghi conosciuti e vissuti. Fissati dai colori sulla tela, questi appaiono diversi, come sospesi in una dimensione che è quella della fantasia, ma anche del ricordo. Quello che emerge è il ritratto di un paese ricco di colori, di cui vengono colti e quasi rubati angoli nascosti che a volte si fatica a riconoscere. Grazie allo sguardo attento di questi pittori (molti dei quali villasantesi) le corti si rivestono di nuovi colori, di una vita nuova che sfugge e si nasconde agli occhi frettolosi e distratti della quotidianità per rivelarsi invece pienamente nell’opera artistica. In tutti i dipinti, a prescindere della diversa qualità delle opere, in cui si legge una maggiore o minore maturità compositiva e stilistica dell’autore, si coglie un tratto comune: il profondo affetto e la partecipe attenzione nei confronti del soggetto ritratto, avvertito in modo forte, come elemento vivo e non come semplice soggetto di una “cartolina”, tema da svolgere senza coinvolgimento emotivo. L’emozione in questi quadri c’è e viene trasmessa al fruitore, così come si avverte la presenza di quella “amicizia” per l’arte che è il sentimento su cui si è fondata e si fonda ancora la vita del Circolo. Claudia Sala |


